Con la dicitura “del vecchio tipo” si intendono tutti tipi di mandolini con tavola piana e ponticello incollato, ovvero gli strumenti “liutiformi”della famiglia del mandolino.

La loro diffusione va dalla prima metà del ‘600 a tutto il ‘700.

Questi possono avere, nell’arco della loro evoluzione, da quattro a sei ordini di corde (generalmente doppi), originariamente di budello, accordate per quarte.

Generalmente hanno tasti mobili, ovvero legacci e piroli laterali ospitati in una testa dalla tipica forma a falcetto terminante con uno scudo.

Circa la loro tecnica esecutiva non vi sono ancora certezze. Oggigiorno è intesa generalmente con l’uso del plettro, ma dallo studio degli strumenti conservati e dell’iconografia coeva si potrebbe supporre una tecnica liutistica, pizzicando quindi le corde direttamente con le dita, almeno fino al primo ‘700. All’onor del vero, va aggiunto che è ben rara la documentazione iconografica che testimoni l’uso di un plettro.

Osservando alcuni strumenti originali, però, la distanza delle corde al ponticello (più o meno ampia) suggerirebbe una tecnica piuttosto che l’altra; è possibile che le due tecniche coesistessero. Purtroppo non si conoscono trattati loro coevi che diano indicazioni in tal senso. Ancor meno esistono indicazioni su quale tipo eventuale di plettro fosse in uso.

Quindi, sia oggi come probabilmente anticamente, sarà il musicista a decidere quale tecnica adottare e di conseguenza quale misure richiedere allo strumento.


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